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Tecnologia e Informatica > Esperienze di vita davanti al pc

Disaster Recovery - casi particolari

(da leggere unitamente all'articolo della sezione "software" - ottobre 2008)

Considerata la rilevante attenzione data alle problematiche trattate nei precedenti articoli ed alla frequenza con la quale i crash di sistema si verificano, anche per l'utenza domestica, desidero segnalarvi un caso particolare, da me personalmente sperimentato, al quale non avrei mai pensato e che si è trasformato in un vero rompicapo.
Come vi ho già raccontato, qualche mese fa il disco principale del mio pc, un Maxtor da 250GB, si è improvvisamente guastato; unico preavviso, nei giorni immediatamente precedenti, una certa lentezza all'avvio dovuta, ritengo, alla difficoltà di lettura del MBR.
Acquistato un nuovo disco, stessa marca e capacità, ho sostituito la periferica ed avviato la procedura di ripristino con UBCD4Win e DriveImage XML, utilizzando l'ultima immagine a disposizione: tuttavia, dopo diversi tentativi, il risultato era sempre lo stesso: "unable to recover disk image from . . . etc etc". Adesso non ricordo con esattezza se vi fosse un codice di errore e, lo confesso onestamente, non ho ritenuto opportuno, almeno nell'immediatezza del fatto, cercare una soluzione all'inconveniente. Mi sono limitato a reinstallare il S.O. ed i software che uso più comunemente; esplorando, poi, l'immagine salvata con DriveImage XML, peraltro perfettamente leggibile; quindi ho ripristinato i dati che mi occorrevano, dai documenti alla musica e quant'altro necessario. Tuttavia, oltre al fatto che il software non aveva mai fallito, mi incuriosiva la circostanza che l'immagine fosse perfettamente "navigabile" e che non riuscivo proprio a capire cosa fosse andato storto. Non ricordando l'esatto codice di errore (e neppure se ve ne fosse stato uno), ho fatto qualche ricerca con Google: il materiale relativo al "troubleshooting" e/o alla casistica di errori di questo software è veramente scarso; l'unico ricorrente riguardava la coesistenza di sistemi windows e linux, ma non era proprio questo il caso occorso. Non restava altro che leggersi tutte le FAQ raccolte dalla software house, la Runtime, ed andare letteralmente " caccia".
La mia attenzione è stata attirata dall'espresso suggerimento che non solo è impossibile il ripristino dell'immagine verso una partizione più piccola ma che è consentito il ripristino solo verso una partizione che sia exactly the same size or larger. Essendone già a conoscenza e ricordando perfettamente, come accaduto in altre circostanze, che il software risponde con un avviso esplicito al riguardo e che tale avviso rende impossibile la prosecuzione del processo di ripristino se non si provvede ad estendere la partizione "nuova" sino alla giusta "size" od oltre la stessa, ho ripensato all'episodio in questione: scartata l'ipotesi che il parametro LBA non sia diverso (puntate il browser all'indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Logical_block_addressing per capire cosa sia, in pillole) non convincente sino in fondo, non restava che prendere in considerazione l'ottimo articolo di cui alla pagina http://www.runtime.org/recoverability.htm, dove vengono dati opportuni chiarimenti sulle problematiche inerenti la "recuperabilità" dei dati e le probabilità di successo nel caso di difetti fisici del disco e la presenza concomitante o meno di difetti nella struttura logica del disco e dei dati nel loro complesso.
Tralasciando, per brevità, qualunque descrizione riepilogativa di tali problematiche, che vanno lette con la dovuta attenzione una ad una (fatevi aiutare da un sito di traduzione online se non avete ancora fatto pace con la lingua d'oltremanica) restano le due opzioni principali prospettate dalla Runtime: problemi fisici oppure problemi "logici" (non è escluso che possano verificarsi entrambi contemporaneamente). Per quanto attiene ai guasti fisici del disco rigido, va da sé che questi hanno una sicura influenza sul ripristino, e ciò per ovvie ragioni; parimenti un'immagine perfettamente navigabile, quindi apparentemente "sana", non necessariamente può e deve essere ripristinata con successo, come giustamente sottolinea la stessa software house, e questo per innumerevoli cause, anche concorrenti tra loro o con problematiche hardware: la difficoltà o l'impossibilità di leggere un cluster oppure un bad sector, ad esempio, può avere conseguenze nefaste sul ripristino, come pure i difetti presenti nella struttura logica dei file e/o dell'intero sistema operativo, per esempio chiavi di registro mancanti, dll cancellate inavvertitamente, software in conflitto e chi più ne ha più ne metta, sono indizi certi delle scarse probabilità di riavvio dopo il ripristino dell'immagine così malconcia già in origine.
In sintesi, la percentuale di successo di un disaster recovery deve necessariamente, tenere conto di tutti questi fattori e, quindi, della irrinunciabile "manutenzione" del vostro sistema operativo, della cura dei dati presenti e dell'hardware del vostro pc: e questo spiega il perché del ricorso a software, come HDClone, che cercano di superare, con una più alta percentuale di successo, almeno gli ostacoli di tipo hardware.
Chi desidera la massima sicurezza dovrà necessariamente rivolgersi a software commerciali, che hanno sistemi migliori di verifica dell'integrità dell'immagine, ma il sottoscritto non ne è assolutamente convinto, avendo visto fallire anche questi, e più di una volta!



A presto.


Massimo Crescimanni - 31/10/2008

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