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USB DISK EJECTOR


Ci sono software che, come quello di cui ci occupiamo oggi, semplificano – e non di poco – l'uso quotidiano del pc, consentendo manovre ripetitive che il S.O. non è in grado di gestire celermente.
Quante volte vi sarà capitato di far “impallare” la vostra potentissima cpu per il solo fatto che il pc non vuol saperne di lasciarvi scollegare, per esempio, una pen drive, un lettore mp3 o un hard disk esterno?
Dovete saper, infatti, che per Windows, non è solo una questione di gestione dell'Upnp (Universal Plug aNd Play) ma anche del processo o dei processi di sistema che stanno, in quel momento gestendo le applicazioni che interessano la periferica che volete scollegare: se, per svariate ragioni, la disconnessione non è “autorizzata” dopo la chiusura dei processi anzidetti da parte del S.O., questo va in “crisi”.
Ecco allora che può giovarvi questa piccola ma necessaria e performante utility, che vi consentirà, con un solo click del mouse o pressione di un tasto dedicato nella keyboard, di disconnettere senza singhiozzi e molto più velocemente qualunque periferica usb abbiate precedentemente connesso alla vostra workstation.
E' possibile gestire il software attraverso la riga di comando, specificando il programma in uso, la lettera dell'unità o il nome della stessa, in quest'ultimo caso specificando il nome anche parzialmente, ma raccomandiamo l'uso di questa caratteristica agli utenti più smaliziati.
Potrete effettuare il download dalla pagina dell'autore, Ben Gorman, che sentitamente ringraziamo: http://quick.mixnmojo.com/software (quick and easy software vuol dire proprio software facile e veloce!).









A presto.


Massimo Crescimanni – 30/09/2008

UNLOCKER


Vi sarà certamente capitato di ricevere, tentando di cancellare uno o più file (ma anche intere cartelle), un avviso di Windows, che vi segnala che il file è già in uso da un'altra applicazione, obbligandovi a chiudere la stessa per eliminare ciò che non vi serve.
Il problema scaturisce dall'incapacità del sistema operativo di scindere l'utilizzo dell'applicazione che tiene “in vita” il file, considerato tale dalla shell di Windows, dal "processo" attivo relativo all'applicazione stessa, con la conseguenza sopra descritta.
Per fortuna Cedrick Collomb, raggiungibile al sito http://ccollomb.free.fr/, ha creato  il software di cui oggi ci occupiamo, che  consente di "separare" il file dall'applicazione che lo tiene in vita inutilmente, permettendoci di poterlo sbloccare (etimologicamente in inglese to unlock vuol dire proprio questo).
Ed infatti, una volta installato il programma, basterà posizionarsi sul file (o cartella) da sbloccare, premere il tasto destro del mouse e, nel relativo menù a tendina, selezionare la voce "unlocker" e, dalla successiva finestra,




scegliere l'oggetto da sbloccare.

Procederemo così tranquillamente, a spostare nel cestino tutti gli oggetti inutili senza far ricorso a complicate manipolazioni dal task manager, sempre pericolose per gli utenti meno esperti.

A presto.

Massimo Crescimanni
28/02/2008








Quest'opera è stata rilasciata sotto  la licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/ o spedisci una lettera a Creative Commons, 171 Second Street, Suite 300, San Francisco, California, 94105, USA.


Ricordate i Men At  Work?

Nel 1981 cantavano "Who can it be now", chi può essere a quest'ora?
Ecco, il software di cui ci occupiamo oggi - CurrPorts -  risponde esattamente a questa domanda: chi bussa alle porte (logiche) del mio pc?
Reperibile al sito http://www.nirsoft.net/, nella sua ultima release n. 1.32, questo tool di rete elenca le porte TCP/IP e UDP aperte  sul computer (il termine tecnico appropriato è "host") locale.
Ma quest'applicazione standalone, cioè che non si installa ma viene "lanciata" tramite il doppio clic sull'eseguibile, appositamente scaricato nella cartella scelta a piacimento dall'utente, non si limita ad elencare le porte aperte, ma fornisce numerose  informazioni, quali ad esempio il nome del processo che ha aperto la porta, la data e l'ora in cui tale processo è stato creato e il nome del proprietario del processo; inoltre, CurrPorts consente di chiudere le connessioni non desiderate e/o di terminare processi sospetti.
Essendo utilizzabile in accoppiata ad "Ipnetinfo", scaricabile dal link http://www.nirsoft.net/utils/ipnetinfo.html, potrete ottenere l'identità completa dell'indirizzo del computer remoto che sta cercando di connettersi o si è connesso attraverso le interrogazioni che Ipnetinfo girerà ai server di Whois.
Nel rimandare alla home page poc'anzi indicata per l'elenco completo del menù opzioni, talmente ricco da non poter essere agevolmente qui riassumibile, mi piace mettere in evidenza le più importanti caratteristiche di questo software:

- uso dei filtri;
- utilizzo da linea di comando (per utenti avanzati);
- possibilità di salvare le informazioni in appositi file di log;
- traduzione in lingua italiana.

Ah, dimenticavo: il software è gratuito!

In attesa che prendiate confidenza con CurrPorts, per imparare i "fondamentali" sull'argomento,  prometto di tornare sull'argomento quando ci occuperemo dei firewall, e sul significato della presenza di CurrPorts in un pc dotato di firewall sia hardware che software.

A presto.





Massimo Crescimanni 

25/01/2008














TRUECRYPT


Forse a causa dell'aumento esponenziale degli attacchi di ogni tipo e dei tentativi di intrusione per il furto di dati e/o di identità digitali, tutti i web-surfers avvertono sempre più l'esigenza di “nascondere” i propri dati: attenti, non intendo nel senso letterale della parola e cioè inserendo un file in un altro come fa la steganografia, ma criptando i dati, rendendoli cioè illeggibili. Oltre a diverse soluzioni commerciali, delle quali, per ovvie ragioni, non ci occuperemo affatto, esiste una utility assai performante per lo scopo, che si chiama TrueCrypt.




Scaricabile dal sito http://www.truecrypt.org/, questo eccezionale software open source (a codice sorgente aperto) consente di occultare allo sguardo di visitatori indiscreti non solo singoli files ma anche intere partizioni e periferiche, quindi hard drives e pen drives e persino di trasferirle su memorie di sola lettura, cioè CD e DVD.
Servendovi dell'apposito TrueCrypt Rescue Disk e con una tecnica particolare, che si chiama pre-boot authentication ed i cui dettagli tecnici sono meglio chiariti sul sito (purtroppo solo in inglese) , è addirittura possibile nascondere la partizione dove è installato il sistema operativo, rendendo – di fatto – inutilizzabile ad estranei il vostro pc, in maniera assai più sicura di qualunque password di boot, che, come gli addetti ai lavori sapranno, nei sistemi Windows non è poi così inviolabile come zio Bill vorrebbe far credere. La tecnica di criptazione dei dati è veloce, praticamente “on the fly” cioè al volo, ed utilizza i migliori algoritmi (speciali formule matematiche) oggi presenti nel settore: AES (Advanced Encryptyon Standard) a 256 bit, utilizzato anche in ambito militare e governativo (!), Serpent e Twofish (anche in combinazione tra loro), e tre diversi algoritmi di hash (formule matematiche che servono a dare una identificazione digitale univoca a ciascun file secretato), Ripemd-160, SHA-512 e Whirlpool (nulla a che fare con gli elettrodomestici dell'omonima marca!). Oltre alla “semplice” criptazione dei dati però, potrete creare uno o più “volumi nascosti”, cioè vere e proprie porzioni del disco fisso, assolutamente invisibili, dove nascondere i dati più importanti: attraverso il comando “monta l'unità nascosta” potrete di volta in volta, aprire questa piccola cassaforte, prelevare i dati che vi interessano oppure inserirne di nuovi e, successivamente nascondere il tutto con l'opposto comando “smonta”, lasciando così che il volume torni ad essere occultato (non sperate di accorgervi della sua presenza dall'esame dello spazio occupato). Per l'accesso ai dati potrete utilizzare un'apposita password oppure uno qualunque dei files presenti nel vostro disco (ma anche crearne uno nuovo proprio con TrueCrypt): questo sarà il vostro “file chiave” come lo hanno chiamato gli autori del programma.
Per concludere segnaliamo che il software presenta una interfaccia semplice ma gradevole, quasi interamente tradotta in italiano (i volontari sono ancora al lavoro!) ed una completissima guida di ben 100 pagine (in inglese), alla quale vi rimandiamo per le mille altre minuziose caratteristiche del programma (per esempio la gestione delle password e della cronologia, condivisione in rete, hotkeys e . . . molto altro ancora).


A presto.


Massimo Crescimanni
31/08/2008



DriveImage XML

sottotitolo: Disaster Recovery – parte prima
(la seconda parte si trova nella sezione “vita vissuta davanti al pc” – marzo 2008)


Vi sarà certamente capitato di trovarvi di fronte ad un pc il cui sistema operativo non vuol saperne di avviarsi; le avete provate tutte, dalla console di ripristino di XP al tentativo di reinstallare il sistema operativo nella medesima partizione attiva di origine, solitamente “C” ed avete, infine, chiamato l'immancabile amico smanettone, il quale, dopo gli esorcismi di rito, ha pronunciato la funesta sentenza: FORMATTARE e . . . sorridere!
Eppure, miei cari navigatori, questo evento poteva essere evitato, e senza far ricorso al portafogli, con software costosi quali Ghost, della Symantec o True Image di Acronis: come a me piace spesso dire, esiste sempre (con rarissime eccezioni) un'alternativa gratuita nella rete, basta cercare bene.
Nel nostro caso, la Runtime Software mette a disposizione l'applicazione della quale oggi ci occupiamo: un software completo, che ci consente - a sistema operativo avviato (!) - di creare delle immagini del disco o della partizione che ci interessano, cioè delle copie esatte, nulla escluso, con il preciso scopo di ripristinare l'immagine stessa nel caso di “disaster recovery” .
Prelevate il software dal seguente link ==> http://www.runtime.org/dixml.htm, installate ed avviate; si presenterà questa schermata



DriveImage XML, gratuito ma non tradotto in Italiano, è abbastanza intuitivo: potete fare il backup di un disco o di una partizione, salvandone l'immagine in un altro disco o partizione, oppure masterizzare la stessa, avendo cura di abilitare lo splitting (cioè la suddivisione del file in parti sufficientemente piccole da rientrare in più cd o dvd); potete ripristinare l'immagine nell'unità o nella partizione di origine (funzione “restore”), ed, infine, copiare un disco in un altro (drive to drive).
Tra le caratteristiche più importanti del software, che è basato sulla tecnologia proprietaria di Microsoft chiamata VSS (Volume Shadow Services), che consente – appunto – l'hot imaging e cioè la creazione di copie esatte di unità in uso, vanno rimarcate la presenza del cosiddetto “scheduling”, ovvero la programmazione temporale del backup e la possibilità di “navigare” all'interno del file immagine, creato in formato XML, diffusissimo, sia con l'applicazione stessa che, come sottolinea il sito di Runtime anche con tools di terze parti, estraendo e ripristinando singoli file o cartelle nella posizione d'origine.
Considerato il prezzo delle applicazioni più blasonate poc'anzi citate, non elevatissimo ma neppure economico, vale proprio la pena di utilizzare questo gioiellino, la cui unica limitazione, trascurabile per l'affidabilità del software e la sua gratuità, consiste nell'impossibilità di verificare l'integrità dell'immagine, come fa subito dopo la creazione della stessa, ad esempio, Ghost di Symantec; al riguardo, però, si può ovviare con la funzione “browse” dopo aver creato l'immagine: se DriveImage la carica senza messaggi di errore, difficilmente il file è danneggiato e, pertanto, l'operazione può benissimo sostituirsi all'integrity check del costoso Ghost.

IMPORTANTISSIMO:
DriveImage non supporta le configurazioni raid in modalità striping (due dischi visti come un'unica unità, sui quali i files vengono distribuiti, o meglio scritti, indifferentemente nei due hard disk, anche in parte, al fine di aumentare le prestazioni in lettura/scrittura; esso supporta, invece, la modalità mirroring, dove i due dischi sono uno lo specchio dell'altro e, pertanto, clonabili con DriveImage.


*** Poiché la partizione primaria, quella dove è installato il sistema operativo, non può essere oggetto di ripristino quando il S.O. è avviato, in tale caso o se Windows non risultasse avviabile, è necessario l'utilizzo della tecnica di restoring pubblicata nella seconda parte di quest'articolo, che troverete nella sezione “vita vissuta davanti al pc”.

Per la delicatezza dell'argomento trattato ed in caso di qualsivoglia dubbio, contattatemi - via email - al seguente indirizzo:
informatica@artespettacolo.it


A presto.


Massimo Crescimanni
25/03/2008

MAILSTORE HOME


La possibilità di usufruire di numerosi account di posta gratuiti è, ormai da tempo, una realtà ampiamente consolidata, inutilmente ostacolata dai providers, che si affannano a rendere obbligatoria la lettura dei messaggi solo via web se l'intestatario della casella di posta usa una connessione fornita da un ISP diverso da quello che eroga il servizio di posta elettronica (a tal proposito, preannuncio la recensione di un programmino adattissimo allo scopo).
Molti client di posta permettono l'utilizzo di account multipli, ma cosa succede se, per ragioni estranee alla nostra volontà (per esempio per necessità legate al lavoro) o per nostra scelta, preferiamo consultare le nostre mailboxes utilizzando programmi diversi? Non solo la gestione della corrispondenza diventa problematica, specie se residente su pc diversi, ma è pressoché impossibile unificarne il backup, che, è bene ricordarlo, è una operazione irrinunciabile se la vostra posta contiene dati importanti, sia per svago che per impegni professionali.
A tal proposito, ci occupiamo oggi di un bellissimo software, che svolge in maniera assai egregia il compito di cui abbiamo parlato nell'introduzione: MailStore Home, infatti, consente la gestione di più client (l'elenco completo lo trovate in questa pagina http://www.mailstore.com/en/mailstore-home.aspx) e delle multiple caselle di posta di ciascuno di essi: praticamente, in un solo software, avrete la possibilità di consultare ed archiviare (!!!) TUTTA la vostra corrispondenza.
Tralasciando il sottile dettaglio della gratuità del software, sebbene esista una versione corporate dal costo proporzionato, vale la pena di ricordare le caratteristiche dell'applicazione:

1) archivia le email da Outlook (versione 2000 in poi), Outlook Express, Windows Mail, Microsoft Exchange Server, Mozilla Thunderbird e Seamonkey; la posta gestita dai client non presenti nell'elenco può essere importata se convertita in formato .eml (ciò significa che il supporto è, praticamente, illimitato);

2) supporta account POP3 ed IMAP, comprese le webmail più famose, come Gmail e Yahoo;

3) la gestione della corrispondenza consente la centralizzazione ed il consolidamento degli archivi in maniera sicura e permanente;

4) esiste un motore di ricerca interno, che vi consentirà di individuare in un attimo il messaggio che cercate, anche se la ricerca dovesse riguardare il contenuto oppure gli eventuali allegati, se presenti;

5) gli archivi possono essere salvati su CD/DVD grazie ad una utility di backup integrata nel programma;

6) potrete risparmiare spazio grazie all'algoritmo di compressione di cui il software è dotato:

7) usufruirete di un'anteprima dei messaggi archiviati e potrete visualizzare gli stessi nel vostro client preferito;

8) oltre alla possibilità di salvare interi archivi, potrete esportare le singole email come files con diverse estensioni;

9) i messaggi sono archiviati in formato compatibile con lo standard MIME (Multipurpose Internet Mail Extensions, come definito dal documento ufficiale RFC 2822, grazie al quale con l'email viaggiano molte informazioni accessorie, alcune delle quali importantissime per la comunicazione stessa, come il supporto per le lingue) che consente di richiamare questi dati nelle applicazioni, quelle più “professionali”, che ne fanno uso.

Per finire, vi propongo uno screenshot del software, augurandovi che soddisfi le vostre necessità:





Ah, dimenticavo una piccolissima pecca: l'interfaccia è solo in inglese o in tedesco, ma questo agli autori del software possiamo perdonarlo, tenuto conto degli incommensurabili vantaggi messi - gratuitamente - a disposizione.

A presto.


Massimo Crescimanni
30/06/2008

NetStumbler


Oggi ci occuperemo di un tool che definire famoso è riduttivo: si tratta di una delle applicazioni più utilizzate per le reti wireless, che si presta in maniera eccellente al corretto posizionamento degli access point e delle antenne utilizzate per trasmettere e replicare il segnale, dato che tutte le installazioni wi-fi fanno storia a se in ragione delle caratteristiche specifiche dell'ambiente dove sono collocate (gli utilizzatori di reti wireless non potranno che confermare). Puntate il vostro browser all'indirizzo http://www.netstumbler.com/downloads/ scaricate l'installer e procedete come consigliato dal software, sino ad avviare lo stesso. Dalla finestra principale, divisa in due riquadri, a sinistra potrete innanzitutto visualizzare le reti wireless rilevate dalla vostra interfaccia di rete senza fili e, inutile negarlo, anche quelle che non vi appartengono: è vivamente sconsigliato utilizzare questa applicazione per usi illeciti, sanzionati penalmente in maniera grave e, sull'argomento, non intendo spendere una sola parola in più! Ritornando all'applicazione, questa consente di misurare la portata del segnale della vostra stazione di trasmissione, permettendovi, in questo modo, di ricercare la migliore dislocazione possibile delle periferiche coinvolte.
Inoltre, avrete accesso alle seguenti informazioni:

- mac address (identificativo unico dell'interfaccia di rete);
- canale di trasmissione;
- ssid, (identificativo della rete) se “aperto”;
- presenza e tipo di crittografia utilizzata (ad esempio Wep o Wpa);
- scala di colori (dal grigio al rosso) per la rappresentazione dell'intensità di segnale in ordine crescente;
- segnali acustici, da grave (rilevazione dell'access point) ad acuto (intensità del segnale), per la “geografia” della vostra rete.
Ciliegina sulla torta: se accoppiate NetStumbler ad un GPS, dopo aver trasformato il file della configurazione salvato (ns1) in formato kmz nel sito http://www.gpsvisualizer.com/map?form=wifi, potrete vedere su Google Earth la rappresentazione grafica su mappa interattiva degli access point da voi configurati, in colore rosso per quelli protetti e verde per quelli “aperti”.
Occhio alla sicurezza!




A presto.

Massimo Crescimanni
31/05/2008

DALL’E-BOOK AL FILE AUDIO


Carissimi Internauti, questa volta parliamo di un software che nonostante esiste da parecchi anni e risulta essere molto
utile in una miriade di applicazioni,
Raramente mi è capitato di parlare con qualcuno che ne avesse notizia, per poi subito dopo avergli elencato
le caratteristiche chiedermi come si facesse a comprarne una copia; il software si chiama Texaload, sito del produttore http://www.nextup.com
Cosa fa di straordinario questa applicazione? Questo programma è in grado di tradurre qualsiasi documento di testo in un file MP3, esatto non è un errore di ortografia avete letto bene, ho scritto MP3, in pratica caricate dall’interfaccia del software peraltro molto intuitiva, “anche se in inglese” il testo da convertire e dando per la prima volta le indicazioni sulla cartella di destinazione il bit rate, l’estensione del file (potete scegliere tra WAVE e MP3) e la voce da utilizzare, (se ne avete istallato più di una) e il gioco è fatto, per tutte le altre conversioni con gli stessi parametri sarà sufficiente premere il pulsante “text to file”. Su questo stesso sito è possibile ascoltare una prova del risultato finale con la voce della Scansoft che si chiama Silvia.
Nello stesso sito del produttore del software, potete acquistare le voci in italiano o in altre lingue che vi interessano, è comunque possibile utilizzare voci che commercializzano altri produttori da caricare nel programma stesso.
Sono sicuro che a questo punto starete già immaginandone l’utilizzo considerato anche che non è necessario convertire un file per avere una versione dello stesso letta, ma sarà sufficiente aprire dal programma il file che si desidera leggere, o meglio far leggere alla nostra segretaria virtuale di turno, e premere il pulsante “spak”, lo stesso pulsante lo ritroverete se usate MS. OUTLOOK e EXPLORER caricando Textalod come componente aggiuntivo.
A questo punto credo sinteticamente di aver detto quasi tutto di questo utilissimo programma che può fare la felicità di studenti, che possono masterizzare o riprodurre i loro bei testi in formato MP3 sui loro dispositivi portatili o sul cellulare, gli studi professionali, per me che amo ascoltare Silvia che mi legge un libro mentre viaggio; insomma buon divertimento a tutti.



Alessandro Buttitta
27/06/08


HTML2POP3


Giunto alla versione 2.34 e raggiungibile al sito http://www.baccan.it/ (dal nome dell'autore, Matteo Baccan) questa formidabile applicazione consente di aggirare la trovata dei providers nostrani, i quali, un bel mattino, hanno avuto la geniale pensata di modificare unilateralmente le condizioni di fornitura della connessione ad internet, rendendo impossibile la lettura della corrispondenza elettronica attraverso i più comuni client di posta se effettuata attraverso un collegamento di altro ISP: ad esempio, non potete più leggere la posta di Libero con la vostra applicazione preferita se la vostra connessione al web è fornita da Telecom.
Non dovrete far altro che scaricare l'archivio compresso in un'apposita cartella del disco fisso (potreste darle lo stesso nome) e da questa lanciare l'eseguibile html2pop3.exe, avendo cura di modificare il file config.cfg con “blocco note” (il semplice editor di testo di Windows): qui, alla ventunesima riga, si trova la voce “port” senza virgolette, alla quale dovrete attribuire un valore a vostra scelta, per esempio 114 od un numero prossimo. Questa è la porta di sistema, alternativa a quella standard, che è la 110, attraverso la quale il vostro client scambierà i dati con il server dove si trova la vostra preziosa corrispondenza elettronica. Aprite adesso il vostro client, per esempio Mozilla Thunderbird (che combinazione!), e raggiungete le impostazioni dell'account che vi interessa: alla voce server, dove prima mettevate pop.nomeprovider.it metterete il valore localhost e nella porta, di default ripeto è la numero 110, indicherete quella scelta nel file config.cfg, che nell'esempio sopra riportato è la numero 114; il nome utente è la vostra casella per esteso nomeutente@nomeprovider.it.
NON modificate i valori relativi al SMTP del vostro ISP. A questo punto, come per magia, il vostro client scaricherà la posta, in barba agli inutili e giuridicamente discutibili ostacoli di questi buontemponi.

In chiusura due piccoli consigli:

1) inserite HTML2POP3 tra i programmi in esecuzione automatica, così non avrete la necessità di avviare il software ogni volta che leggerete la posta (se l'eseguibile non è lanciato non vedrete un fico secco!);

2) il software non funziona se non avrete già installato nel vostro pc la Java Virtual Machine di Microsoft, che potrete scaricare grazie all'aiuto di un qualunque motore di ricerca, inserendo la voce msjavx86.exe.

Grazie ancora a Matteo Baccan, autore del software di cui ci siamo occupati.



A presto.


Massimo Crescimanni
31/07/2008

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