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EEEPC

Gennaio







Inauguriamo la rubrica della recensione dei prodotti hardware con uno degli oggetti che più sta facendo discutere in questi giorni: l'Asus EEEPC.
Tecnicamente si tratta di un subnotebook, un laptop dalle dimensioni particolarmente ridotte, tecnicamente appartenente alla famiglia degli Ultra Mobile PC.
Le specifiche tecniche sono:

- HD allo stato solido da 4 Giga,
- microprocessore Intel Celeron M ULV 353 a 900 Mhz
- 512 Mega di RAM
- Wi-Fi,
- schermo da 7''
- ethernet
- sistema operativo Linux adattato allea struttura hardware e provvisto di 40 applicazioni già installate, che garantiscono tutto l'indispensabile ( si tratta, per gli addetti ai lavori, della modifica di una tra le distribuzioni più “leggere” di Linux, la “Xandros”, basata su Debian, e, come tale, facilmente implementabile con altre applicazioni, a patto, però di saper smanettare un po').
Quest'ultima considerazione merita di essere approfondita: allo scopo di garantire la massima diffusione del prodotto, la stessa Asus ha pubblicato una “road-map” del prodotto ( http://www.asus.it/products.aspx?l1=24&l2=0&l3=0&l4=0&model=1907&modelmenu=1), una
un'agenda relativa alle uscite delle versioni dell'eeepc, annunciando, in pompa magna, hard disk più capienti e, udite udite, una versione del subnotebook con l'immancabile Zio Bill e cioè Windows Xp (Vista è improponibile per le caratteristiche hardware).
Il prezzo, dagli iniziali € 299 di Mediaworld, dove il prodotto è già in vendita, salirebbe, e non di poco, così come sale ad € 399, l'offerta della versione in bundle con la Tim del prodotto qui recensito, per aver dotato l'eeepc di un modem hsdpa e proposto un abbonamento di “appena” € 29 al mese per sole 100 ore di navigazione.
Rinviando ad altra occasione i commenti relativi alle offerte internet di Tim, assai discutibili e sempre superate dalla concorrenza, è nostra opinione, come tale pur sempre confutabile, che qualunque tentativo di modificare, via software e/o via hardware l'eeepc, ne appesantisca inutilmente il prezzo, ne abbassi la concorrenzialità e ne riduca il fascino, foss'anche l'acquisto di una unità combo esterna (che ne ridurrebbe, per inciso, la “mobilità”).
Gli addetti ai lavori (e gli appassionati), sanno che, a partire da € 500/600 (valga, per tutti, proprio l'esempio della famiglia degli X51Rl della stessa Asus) sono disponibili dei VERI notebook, dotati di hardware distante anni luce dall'eeepc e molto più completi anche per il software.
In conclusione, pare proprio che il colosso taiwanese abbia voluto rilanciare, in chiave commerciale, la nobilissima idea del famoso guru del MIT di Boston, Nicholas Negroponte, padre del cosiddetto One Laptop Per Child – OLPC, un subnotebook dal costo iniziale di 100 dollari, poi fermatosi definitivamente a 200, che vuole portare l'informatica nei paesi in via di sviluppo su larghissima scala e, soprattutto, nelle fasce di utenza scolare; nell'augurare il più ampio successo alla casa madre, non posso esimermi dalle perplessità sopra elencate e consigliare, agli eventuali acquirenti, di lasciare l'eeepc “as is”, come dicono gli Inglesi, così com'è, essendo nato per garantire la massima portabilità ed un uso limitato a ciò che è in grado di fare (poco per gli utenti esigenti, soprattutto l'utenza business, molto per chi vuole cominciare con un prodotto “low-budget” e divertirsi ad imparare come si usa il pc).

Arrivederci alla prossima recensione.

Massimo Crescimanni
28/01/2008



Box esterno Hamlet HEXD2UA



Forse troverete discutibile recensire un prodotto fuori catalogo, ma poiché mi piace, se possibile, parlare di hardware conosciuto in prima persona e tenuto conto che qualche esemplare è ancora disponibile sul web ( e, probabilmente, anche nei negozi al dettaglio), ho ritenuto opportuno proporvi la mia opinione su questo “enclosure”.
La Hamlet, azienda taiwanese nota per lo più per le soluzioni proposte nel campo della connettività, da qualche anno ha esteso la produzione anche ad altri settori, ivi compreso quello dello storage e dei relativi accessori.
Fra questi ultimi, si distingue il box di cui ci occupiamo oggi, adatto ad ospitare hard disk da 2.5”. Presenta una insolita completezza nelle connessioni (una porta usb 2.0 e ben due porte firewire compatibili con lo standard 400 ma anche 800 MB/s), un design compatto ed elegante, una struttura leggera ma assolutamente robusta, con un peso di soli 214 grammi; unico neo la capacità massima di hard disk supportati, limitata a “soli” 120 GB.
Qui di seguito riporto le caratteristiche e le specifiche elencate nel sito del produttore e, come al solito, una foto:

Caratteristiche:
Solido chassis in alluminio, per una migliore dispersione del calore
Progettato per dischi rigidi da 2.5" (max 9mm d'altezza)
Capacità massima dischi supportata : 120GB
Compatibile con Windows e Mac (driver per W98)
Compatibile con le porte Usb 1.1 e 2.0
Compatibile IEEE1394B Firewire800 e IEEE1394A Firewire400
Due porte Firewire
Led indicatore traffico dati e alimentazione
Plug&Play a computer acceso
Alimentazione esterna non richiesta

Specifiche:

Peso Netto: 214 grammi
Dimensioni: 7.62 x 12.5 x 2.2 cm
Garanzia: 2 anni
Certificazioni: EMI, FCC classe A, CE classe A
Requisiti di sistema: PII e compatibilità con le porte USB e Firewire
Sistemi Operativi: Windows e Mac.  

Importante: nella confezione, oltre al cd rom ed al manuale (e, come dicevo prima, alla custodia), troverete i cavi usb e firewire; il prezzo di acquisto è assolutamente contenuto ed in linea con il mercato.
A presto!




Massimo Crescimanni
30/09/2008

IN AUTO A 220

MARZO

È un po’inusuale che su queste pagine si trovi un articolo per appassionati
di elettronica, ma date le mie personali necessità di lavoro e tenendo conto delle spese che
ho dovuto affrontare per attrezzare la mia auto come un ufficio portatile, tenendo sempre
presente che (tranne personalissime e fastidiosissime modifiche all’auto vettura stessa) l’unica fonte di energia o meglio l’unica presa a bordo è quella dell’accendisigari.
Quindi quando acquistiamo qualche periferica per l’utilizzo mobile, dobbiamo considerare che non abbiamo le normali prese con la tensione di rete domestica 220 v., almeno questa era la prima cosa che mi veniva in mente, ovviamente tutto ciò che è pensato per funzionare in auto costa molto più caro; eppure avrei dovuto pensarci visto il mio passato di Radioamatore, sempre alle prese con aggeggi elettronici di ogni tipo, ma la lampadina si è accesa quando mia moglie oggi comprando uno scalda biberon per la mia piccola Mimy ha trovato dentro la confezione un piccolo affarino che consente di collegare il contenitore alla presa dell’accendisigari dell’auto, trasformando la normale spina che va sulla rete domestica.



A questo punto mi sono ricordato che esistevano gli Inverter e ne avevo visti anche di piccole dimensioni, con i quali risolvere tutti i miei problemi in auto di PC, stampanti scanner e ogni tipo di periferica, a patto di non superare la potenza erogata da questi utilissimi compagni di viaggio.
L’oggetto che ho provato è un Inverter da 150 Watt di potenza in uscita, la marca è Zodiac un marchio conosciuto specialmente da chi ha bazzicato nel campo della “banda cittadina” (CB), il modello è il Z12/150W il quale ha tranquillamente alimentato un computer portatile, nella fattispecie un Asus L. Series e una stampante a getto d’inchiostro la C. 66 della Epson; l’apparecchio viene fornito con cavo presa accendisigari in dotazione, per potenze superiori però sconsiglio di prelevare dalla stessa presa la corrente a 12 V. ma di effettuare una piccola modifica all’impianto elettrico dell’auto per prelevare la corrente da un uscita un po’ più prestante per evitare surriscaldamento dei fili e le continue sostituzione del fusibile dedicato. Ecco la foto dell’oggetto in prova e le caratteristiche di tutta la gamma di Inverter adatti agli scopi che ci interessano.
Inverter
Inverter 150W Onda Modificata BL





Queste caratteristiche sono tratte dal catalogo Melchioni.

Arrivederci alla prossima.



Alessandro Buttitta 30/03/08


Coolermaster Notepal W1

Febbraio




Piuttosto che dilungarmi nella descrizione e nelle opinioni su un oggetto all'ultimo grido, ho preferito parlarvi di un accessorio che conosco bene, stante che ne uso uno anch'io: si tratta di un sistema di raffreddamento per notebook, in particolare del Notepal W1, fabbricato dalla Coolermaster.
Tra i molti in commercio, ho preferito questo marchio per la grande affidabilità e, per quanto riguarda il prodotto in particolare, per le seguenti specifiche tecniche, rilevate dal sito della casa madre al seguente indirizzo:

( http://www.coolermaster.com/products/product.php?act=detail&id=570 )

Materiale: Alloy Aluminum
Dimensioni: 400 x 300x 42 mm
Fan Dimension: 70 x 70 x 15 mm
Velocità ventola: 1500 R.P M ± 10%
Flusso dell'aria: 9.5 CFM ± 10%
Attesa di vita: 30,000 hours
Rumorosità: 21 dBA
Rated Voltage: 5 VDC
USB Port Maximum current rate: 300 mA
Colori: Silver / Black .





Garantisco, per esperienza diretta, l'efficienza del dissipatore, soprattutto nelle sessioni di lavoro prolungate e quando la scheda video e/o il processore sono messi sotto sforzo, ponendo anche in debita evidenza che la posizione del notebook risulta più ergonomica.

A presto.


Massimo Crescimanni
28/02/2008  

Age Power Lan Protector 160



maggio

Si tratta di un UPS (Uninterruptible Power Supply), cioè di un gruppo di continuità, una di quelle apparecchiature che non dovrebbero mai mancare in una postazione di lavoro che si rispetti.
Infatti, quando meno ve lo aspettate, la mancanza di energia elettrica (od uno dei tanti problemi che affliggono la rete di Enel Energia), nella migliore delle ipotesi provocherà la perdita dei vostri dati durante la sessione di lavoro, nella più probabile arrecherà un danno serio al vostro hardware. Tenuto conto della modesta spesa da affrontare (esistono modelli da 40/50 euro in su ma per un gruppo di continuità serio la spesa è almeno doppia ), sarebbe il caso di evitare che tutto ciò accada.
Personalmente ho scelto questo modello per l'ottima fattura (si tratta di un marchio appartenente al gruppo Tecnoware, specialista del settore) e per il buon rapporto qualità/prezzo che lo caratterizza: il prezzo medio, infatti, è di 80 euro e vi assicuro che, a parità di prestazioni, non riuscirete a trovare altrove la stessa qualità e le medesime caratteristiche, che vado qui di seguito a riepilogare:

ups monofase, potenza 800 VA, tensione d'ingresso 220/230 V, 50/60 HZ +/- 5%, tolleranza tensione d'ingresso +20 / -25, stabilizzazione tensione d'uscita tramite AVR (line mode) oppure 5% (battery mode), batteria ermetica al piombo da 12V 7,2 Ah ricaricabile in 8 ore, autonomia 5-30 minuti a seconda del carico, plug telefonico filtrato rj11 per la linea telefonica in ingresso ed in uscita, 1 porta RS232, 1 porta usb, dimensioni 10x14x33 cm, peso kg. 6, 3 prese d'uscita tipo “SCHUKO” protette da blackout, garanzia 2 anni.

La presenza della tecnologia “Line Interactive” ed il fatto che il software di gestione dell'ups sia lo stesso Winpower utilizzato per i prodotti della Tecnoware, sono la conferma dell'appartenenza del marchio Age Power al più blasonato gruppo sopra citato.



A presto


Massimo Crescimanni
31/05/2008

Memory Stick Micro M2 Sandisk da 1 GB


aprile

Come molti di voi certamente sapranno, il formato memory stick è proprietario, come si dice in gergo informatico e, nella fattispecie, il colosso di turno è la Sony; per l'appunto, dovendo consigliare ad un amico una memory card per un telefono di questa marca, un w300i, ho fatto una rapida ricerca sui siti della rete, in particolar modo stranieri, a cominciare dalla SonyEricsson stessa.
La casa madre è molto prudente nel consigliare i tagli massimi delle memorie in espansione; tale prudenza è smentita da molti navigatori e dall'esperienza personale del sottoscritto, che, alla fine ha optato per la scheda descritta nel titolo, risultata poi perfettamente compatibile con il cellulare in questione (per la cronaca, alcuni siti londinesi vendevano in bundle il telefonino con una scheda da ben 2 GB!).
La scelta, ispirata dall'elevata qualità costruttiva del marchio, che parla da se, è caduta su tale modello per un buon rapporto qualità / prezzo (oggi potete trovarla sui siti di ecommerce ad un prezzo che oscilla dai 16 ai 20 euro – u po' più cara risulta quella da 2 GB) e per le specifiche tecniche, qui di seguito riassunte:



Capacità: 1 GB;
Lettura/Scrittura: 10 MB/sec. lettura, 3 MB/sec. scrittura;
Dimensioni: 1,5 x 1,2 x 0,1 cm (lunghezza x larghezza x altezza)
Tensione: da 1,8V a 3,3V (Dual Voltage) garantita, cioè, la compatibilità con i telefonini di ultima generazione;
MTBF: (maximum time break failure) stimato in oltre due milioni di ore;
Supporto della tecnologia di cifratura ™Sony Magicgate,
Adattatore per slot M2 e Pro Duo incluso (vedi foto qui sotto):



Consigliatissima!




A presto!




Massimo Crescimanni -
26/03/2008



Monitor LCD 19” Hanns-G HW191DP


agosto

Qualcuno potrà storcere il naso, visto che parliamo di un monitor da 19 pollici, in un epoca nella quale, ormai, le misure delle diagonali che contano sono ben altre.
Ma se inquadriamo contemporaneamente le specifiche, la qualità ed i materiali di costruzione e, non ultimo, il budget di spesa, difficilmente troveremo sul mercato prodotti di uguale performance.
Quando giunse sul mercato italiano nel 2006, collocandosi intorno ai 200 euro, si trattava del prezzo più basso della categoria per il prodotto MIGLIORE della stessa: non a caso, la Hanns-G si è sempre vantata del fatto che il modello HW191DP sia stato recensito come tale dalle più importanti testate giornalistiche del settore, prima fra tutte Computer Bild.
Oggi, con la stessa cifra con la quale vi portate a casa un 17” (la media dei prezzi del modello di cui ci occupiamo oscilla su internet tra i 120 ed i 160 euro) acquistate un monitor il cui “time response” è di appena cinque millisecondi e, cosa non trascurabile, in formato wide.

Dal sito della casa madre riporto le specifiche tecniche, che parlano da sole, e dal web una foto:

Diagonale: 19” Wide (48,26 cm.);
Pannello: TFT a matrice attiva;
Risoluzione: 1440 x 900 Luminosità 300 cd/m²;
Pixel pitch: 0,283 (H) x 0,283 (H) mm;
Colore: 16,2 milioni di colori;
Luminosità: 300 cd/m²;
Contrasto: 700:1;
Tempo di risposta: 5 ms;
Angolo visualizzazione orizzontale/verticale: 150°/135°;
Ingressi: D-Sub, Audio, DVI ;
Colori disponibili: silver / nero;
Altoparlanti audio: 2 x 1W;
Temperatura dei colori: 9300K, 6500K, user mode;
Standard di montaggio a pannello: VESA;
Consumo massimo: 55W ;
Certificazioni di sicurezza: UL/CUL, TUV, CB, BSMI, FCC, CE;
Certificazioni di emissione: TCO 2003;
Frequenza della pagina: 50~60 Hz;
Kensington Lock: si;
Consumo massimo: 55W;
Dimensioni: 453 x 198 x 380 mm
Peso: 4,4 Kg.

A presto!

Massimo Crescimanni
31/08/2008

Logitech V100 optical mouse per notebook


luglio

La qualità del marchio di cui oggi ci occupiamo nel campo delle periferiche di input è fuori discussione, ma ciò vale ancor di più per sottolineare il rilevante rapporto qualità prezzo di questo campioncino, che di listino costa € 19.95.
Dal design particolarmente curato, bello a vedersi, e dal confort elevato, specie per l'utilizzo in “movimento” e per sessioni di lavoro prolungate (come spesso avviene per chi usa i notebook), ha un motore ottico preciso, se rapportato alla fascia di prezzo di appartenenza, ed un particolare sistema di zoom a scorrimento laterale, brevettato dalla Logitech con il nome di “Tilt Wheel Plus Zoom”, veloce e sicuro, per ingrandire e/o ridurre rapidamente foto e fogli di calcolo.



caratteristiche tecniche di tutto rispetto: La differenza strutturale tra un hub di rete ed uno switch consiste nel fatto che il secondo ha una migliore gestione dei pacchetti di dati all'interno delle reti, non potendosi verificare alcun tipo di collisione nello scambio tra le porte, come invece accade negli hub; il pacchetto, o meglio, i pacchetti di dati vengono inoltrati da una qualsiasi delle porte dello switch soltanto a quella cui è collegato il nodo destinatario degli stessi.
Infatti, la funzione di instradamento, basata sul cosiddetto “transparent learning”, consente allo switch di apprendere, in maniera passiva, gli indirizzi presenti nella rete, tipicamente una lan, associandoli alle rispettive porte (è bene precisare che, dopo un determinato lasso di tempo di assenza di detti indirizzi, questi vengono “dimenticati”, cioè la lista degli stessi si rigenera tenendo in debita considerazione solo gli indirizzi attivi)
Questo mese vi propongo, per esperienza personale, un prodotto della D-Link, marchio noto ai più per il buon rapporto qualità/prezzo.
Basta collegare ad una delle porte del router lo switch ed otterrete la possibilità di connettere tante periferiche quante sono le porte dello switch stesso, per esempio una stampante o un disco di rete oppure altri pc nella lan (in pratica moltiplica le porte ethernet).
Qui di seguito vi indico le specifiche tecniche, “serviteci” dal produttore stesso, sottolineando che è un “10/100”, come si dice in gergo:

- Conforme con gli Standard IEEE 802.3 e IEEE 802.3u;
- Switch Layer 2;
- Metodo switching Store and Forward;
- 8 porte 10/100Mbps Nway;
- Funzionalità MDI/MDIX per tutte le porte;



Importante: è prodotto solo in versione USB.

A presto!


Massimo Crescimanni
31/07/2008

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