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Tecnologia e Informatica > Esperienze di vita davanti al pc
Come sostituire la batteria della CMOS
E' sera, avete appena acceso il computer di casa perché dovete leggere, a tutti i costi, quell'importante email di lavoro che avete atteso con ansia tutto il giorno; vi allontanate un attimo, giusto il tempo di avviare il microonde per riscaldare la cena e, quando tornate, una bella scritta campeggia sul vostro monitor: CMOS BATTERY FAILURE (ma potrebbe essere CMOS READ ERROR oppure CMOS CHECKSUM ERROR). Spazientiti, riavviate il computer, ma non c'è niente da fare, il boot vi porta sempre allo stesso punto: la macchina non vuol saperne di caricare il sistema operativo. All'improvviso, vi ricordate che già da qualche giorno, quando avviavate il vostro pc, trovavate, immancabilmente, l'orologio della system tray azzerato, come se il calcolatore fosse stato acceso per la prima volta quel giorno: ore 00:00 del 01/01/2002!?! Che fare?
La soluzione sta tutta nella sostituzione di una batteria al litio, del costo di pochi euro, inserita nell'apposito alloggiamento della scheda madre. Prima di affrontare l'argomento, però, bisogna premettere alcuni - indispensabili - aspetti tecnici.
Quando premete il tasto di accensione del vostro calcolatore, viene immediatamente coinvolto il BIOS (Basic Input Output System) una sorta di mini sistema operativo che ha il compito di verificare quali periferiche siano presenti nel vostro hardware, le preferenze settate dall'utente ed una serie di altri parametri necessari – in via preliminare – al POST (Power On Self Test) il vero e proprio avvio della macchina. Il bios della vostra motherboard risiede in una memoria volatile, assai simile ad una eeprom (memoria di sola lettura cancellabile elettricamente) che prende il nome di CMOS (complementary MOS) dal tipo di transistor utilizzato: affinché il bios ed i relativi parametri di preferenza dell'utente restino in vita quando il pc non è alimentato dalla corrente elettrica, occorre che tale memoria venga alimentata dalla batteria in questione, che viene definita anche batteria tampone proprio per questo importantissimo scopo. Tralasciando i computers particolarmente datati, i modelli più usati per la nostra pila sono il CR2025 ed il CR2032 ed assomigliano ad un bottone largo e piatto, che non è difficile da individuare a vista nell'apposito alloggiamento della scheda madre. Prima di procedere alla sostituzione, se potete, entrate nel bios e copiate i parametri relativi alle vostre preferenze; successivamente, dopo aver staccato il cordone di alimentazione del pc ed indossato un braccialetto antistatico (in alternativa potete scaricare la vostra energia elettrostatica toccando un oggetto metallico, ad esempio un termosifone), estraete la pila, preferibilmente con un attrezzo isolato in modo da evitare cortocircuiti. Installata la nuova batteria, avviate il computer e, se tutto va bene, vi verrà visualizzata la schermata del POST; entrate nel BIOS ed inserite i parametri relativi alla vostre preferenze, salvando e riavviando. Nell'ipotesi, non infrequente, che l'errore della CMOS permanga, dovrete procedere al ripristino della stessa, cosiddetto “clear”, che solitamente avviene spostando l'apposito jumper della scheda madre - posto vicino alla pila, come nella foto qui sotto - che provvede alla funzione anzidetta (per l'esatta sequenza di spostamento e ripristino del jumper dovrete fare riferimento al manuale fornito dal produttore).
A presto.
Massimo Crescimanni
31/05/2008
Come forzare l'avvio automatico con .NET
Febbraio
Net Framework, la parte centrale dell'ambiente .Net (si pronunzia “dotnet”) di Microsoft, è sicuramente indispensabile per gli applicativi che necessitano di tale tecnologia per funzionare, e, non dimentichiamolo, ha apportato numerosi benefici in termini di sicurezza ed integrità dei dati in internet.
Tuttavia, come molti di voi avranno notato, dopo l'installazione del software e dei successivi aggiornamenti, all'avvio di Windows il caricamento si ferma ad una schermata di riconoscimento, nella quale è necessario operare la scelta dell'utente, circostanza che potrebbe non risultare utile se non si fa uso di password d'accesso e nel pc è presente un solo account.
Qui di seguito descriverò il trucco per la visualizzazione immediata del desktop all'avvio.
Lanciate l'editor di registro, (start =>esegui => regedit) e cercate la chiave: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon; a questo punto, in una parte vuota del riquadro a destra fate click con il mouse e selezionate Nuovo, Valore stringa ed inserite DefaultPassword. Dopo aver cliccato due volte su questo valore potrete introdurre la password utilizzata o lasciare vuoto il campo se non ne avete una.
Ripetete l'operazione creando una nuova stringa, nella quale inserirete AutoAdminLogon, cliccate due volte su di essa ed inserite 1. Infine, create una terza stringa, denominandola ForceAutoLogon, alla quale dovrete attribuire il valore 1.
Dopo aver chiuso l'editor, riavviate il sistema e, giusto il tempo di caricare il S.O., dovreste trovarvi direttamente sulla vostra amata scrivania.
A presto.
Massimo Crescimanni
28/02/2008
Il master boot record (MBR)
gennaio
E' il settore di avvio, fisicamente collocato nel primo settore della prima traccia della prima superficie di ogni hard disk, che consiste nei primi 512 byte o, se preferite, mezzo kilobyte, del disco stesso.
In tale porzione dell'unità è contenuta la sequenza dei comandi necessari per l'avvio del sistema operativo; non a caso, infatti, sono i dati che il BIOS legge per primi. Qualora si volessero installare più sistemi, il cosiddetto boot loader troverà qui la sua naturale collocazione ed interagirà con l'utente per la scelta del S.O. da avviare, attraverso la lettura della tabella delle partizioni, l'elenco dei "cassetti" nei quali è stato diviso il vostro prezioso hard disk e la scelta di quella da avviare.
Riservandoci di analizzare, in un prossimo futuro i software di gestione del MBR, in particolare del comando "fdisk", desidero raccontarvi cosa mi è successo, al fine di evitare che facciate un inutile ricorso alla formattazione se, pasticciando con il comando fdisk, il pc dovesse rifiutarsi di "partire".
Nel mio notebook ho installato, con un sistema di dual boot, sia Windows XP che Linux, precisamente la mia amata distribuzione UBUNTU 7.04. Un bel giorno, a causa di un errato spegnimento, quest'ultima non si è più riavviata.
Come in qualunque altra situazione del genere, essendo abituato a gestite più partizioni attive e più sistemi operativi, ho proceduto come di solito faccio con i pc desktop: ho avviato la macchina con un floppy di avvio di Windows 98, arcaico ma efficace allo scopo, ho "puntato" sula periferica C ed ho digitato il comando fdisk \mbr.
In situazione di assoluta normalità, questo comando cancella il boot loader, consentendo l'avvio dell'unica partizione attiva ormai presente nella macchina, e cioè quella di Windows Xp.
Niente di più sbagliato per un notebook!!!
Infatti, poiché i laptop, specialmente quelli di ultima generazione, utilizzano tutti il cosiddetto sistem recovery, l'aver forzato il mbr in quella maniera rendeva - di fatto - impossibile al bios la lettura della tabella delle partizioni, con lo stupendo, incommensurabile risultato di non rendere più avviabile nemmeno Xp, circostanza, questa, che non si era mai presentata nei desktop da me riparati precedentemente.
Tralasciando ogni considerazione sul turpiloquio immediatamente pronunciato in seguito all'accaduto (scherzo naturalmente!), non mi sono perso d'animo ed ho immediatamente preso il mio coltellino svizzero per pc, che consiglio vivamente a tutti Voi: si chiama UBCD4WIN, scaricabile al seguente indirizzo: http://www.ubcd4win.com/
Questo cd, una volta creato, consente di "risuscitare" da cd rom qualunque pc, anche quello colpito dal peggior disastro (purché alimentato dalla corrente elettrica, si intende :-D ) e, dopo aver terminato il caricamento sulla ram del software, si potrà utilizzare l'infinita serie di applicazioni e relativi plugin inseriti in fase di creazione del cd stesso (state calmi, pubblicheremo una dettagliata recensione ed una guida sull'utilizzo).
Cliccate su start => programs => disk tools => partition => ed avviate mbrwizard (al riguardo, potete anche consultare la pagina http://mbrwizard.com), digitate 4 per rendere attiva la partizione dove è installato il S.O., tenendo presente che questa andrà associata al disco dove la stessa è installata (i numeri sono in ordine crescente a partire da zero ed elencano tutti gli hard disk presenti nel pc, le relative partizioni e lo status delle stesse).
Nel concludere, Vi preannuncio che, prossimamente, verrà aperta una casella di posta alla quale potrete inviare le vostre richieste di chiarimento per le recensioni lette o proporre altri quesiti di interesse collettivo, pazientando, ovviamente, per i tempi di evasione delle richieste medesime.
A presto.
Massimo Crescimanni
31/01/2008
Cosa fare se MozBackup si rifiuta di operare il ripristino
Aprile
Ho avuto modo di verificare personalmente che il ripristino di Thunderbird (per me le email sono di assoluta e vitale importanza) può fare veramente tremare i polsi in occasione della sostituzione del disco rigido di cui vi ho parlato nel precedente articolo; se ricordate bene, la perdita dell'ultima immagine del disco rigido mi aveva costretto a formattare e reinstallare il sistema operativo e tutti i software da me utilizzati, con notevole spreco di tempo.
Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere e, in quella occasione, ho imparato a conoscere una importante caratteristica di Thunderbird e, di conseguenza, ho capito perché MozBackup si rifiutava di operare il ripristino (cosa che avevo dato inizialmente per scontata).
Se utilizzate il client email di Mozilla, vi accorgerete che nella cartella (visibile solo se selezionate l'apposito flag in Strumenti ==> Opzioni cartella ==> Visualizzazione ==> Visualizza cartelle e file nascosti)
C:\Documents and Settings\Nome Utente\Dati applicazioni\Thunderbird\Profiles
è presente una cartella dal nome strano, per esempio abcdef9g.default; quella è la vostra cartella di “profilo”, il cuore del vostro client: qui è severamente vietato pasticciare!
Il motivo per cui Mozbackup può rifiutarsi di ripristinare Thunderbird è il seguente: ogni volta che viene installato, questo software genera una cartella profilo di default con una identificazione sempre diversa. Ne consegue che, se provate a ripristinare sul nuovo profilo il vecchio, che ha un nome diverso, il ripristino non giungerà a buon fine.
Non vi scoraggiate, perché la soluzione è a portata di mano.
Avviate Thunderbird appena installato e cliccate su File ==> Apri gestore dei profili; cliccate su crea profilo, inserite il nome che vi piace (non può essere default perché c'è già) e cliccate su scegli cartella; qui create una nuova cartella che abbia lo stesso nome del profilo che intendete ripristinare e chiudete.
Avviate MozBackup, predisponetelo al ripristino, selezionando l'utente appena creato e la cartella dove si trova il vostro ultimo backup; cliccate su avanti, completate tutti i campi che vi interessano e proseguite con un nuovo clic, attendendo, con pazienza, che il software faccia il suo lavoro.
Nota bene: se non avete il nome del profilo da ripristinare cambiate l'estensione dell'ultimo backup da pcv in zip, scompattate l'archivio e cercate la cartella profiles, dove troverete ciò che vi interessa.
A presto.
Massimo Crescimanni
27/04/2008
Ripristinare un'immagine di un hard disk o di una partizione
marzo
sottotitolo: Disaster Recovery – parte seconda
(la prima parte si trova nella sezione “Software” – marzo 2008)
Primo spunto di riflessione: non importa quando, ma è certo che il vostro hard disk si romperà (fonte IBM);
Secondo spunto di riflessione: Legge di Murphy – se qualcosa può andare storto, lo farà.
Da qualche settimana, il disco principale del mio pc, un Samsung da 80 GB con circa quattro anni di vita, aveva cominciato a dare qualche segno di affanno, costringendomi a ricorrere, sempre più spesso, dapprima al comando “scandisk /r/p”, oltre che alla deframmentazione, e poi causando diversi e consecutivi crash, con rifiuto di avvio per “problemi al file system” di natura che la schermata stessa non approfondiva, e conseguente necessità di ripristino dell'ultima immagine salvata, con la tecnica che in appresso vi spiegherò. Per prudenza, visto che il disco era diviso in due partizioni e che la seconda era destinata al data storage, ho spostato IMMEDIATAMENTE la cartella relativa al backup del sistema dall'unità in difficoltà al secondo disco di sistema, un freschissimo Maxtor da 250 GB serial ATA 2.
Confidando nella possibilità di accesso alla seconda partizione, che Windows mi diceva integra, non ho spostato nessun'altra cartella, compresa quella destinata al backup della posta, per me di assoluta primaria importanza.
Comprendendo l'imminente fine del Samsung, ho acquistato un altro Maxtor, gemello del secondo disco dianzi citato, ed ho iniziato le operazioni finali di sostituzione, procedendo dapprima al backup e poi al restoring di quanto ritenevo necessario: ebbene, all'avvio della macchina, Xp mi ha segnalato problemi al file system anche della partizione riservata ai dati ma mi ha consentito l'accesso all'unità, ho impartito il comando di copiare le cartelle sulla seconda partizione della nuova unità, la copia si è arrestata ad un certo punto per un errore di lettura. Dopo aver verificato quanti e quali dati avesse copiato, al diniego di rieseguire il comando copia / incolla, ho deciso di riavviare il pc. Ebbene, anche la partizione dati è diventata inaccessibile! Nessuno dei miei tools di data recovery ha funzionato, ho scaricato, invano, i software proprietari dal sito della Samsung per il monitoraggio e la manutenzione degli hard disk, con particolare riferimento a “Hutils”, ma non c'è stato nulla da fare; l'interfaccia grafica rivelava che il primo settore, il famoso MBR, debitamente colorato di rosso, era fisicamente guasto e, di conseguenza, la tabella delle partizioni era inaccessibile, con ogni prevedibile conseguenza sulla fine dei dati (considerato che il numero LBA - logical block addressing - del Samsung è, di fabbrica, 156.368.016, stimate un po' voi quante erano le probabilità che si guastasse proprio il MBR!)
Dall'accaduto ho tratto le seguenti conclusioni:
1) non basta creare frequenti backup, completi, incrementali o differenziali che siano, se l'unità di destinazione non è affidabile;
2) è meglio destinare ad una seconda unità, da mettere in funzione solo alla bisogna (così aumentandone al massimo l'aspettativa “di vita”), il salvataggio dei dati e/o delle immagini degli hard disk e/o delle partizioni (i supporti ottici non hanno capacità sufficienti ed obbligano al cosiddetto spanning, cioè alla suddivisione del file immagine in più parti, con la conseguenza che il ripristino dura un'eternità);
3) se potete, utilizzate due dischi in configurazione raid ed in modalità mirroring, cosicché se uno dei due dovesse guastarsi, potrete sostituirlo trovando intatti i dati sull'unità superstite (mirror in inglese significa specchio), anche se io, personalmente, ho adottato la seconda soluzione.
Adesso passiamo alla guida per il ripristino vera e propria.
Collegatevi al sito http://www.ubcd4win.com/slipstream.htm e, seguendo passo passo le istruzioni, costruite una vera e propria versione ridotta di Windows XP con Service Pack 2 (state, cioè, creando le premesse per fabbricare quella che in gergo si dice una distribuzione “live”, avviabile direttamente da CD, prima appannaggio esclusivo dei sistemi operativi unix based, Linux in testa); se non vi trovate a proprio agio con l'inglese, potete tradurre tutte le pagine che volete servendovi di “babelfish” di Altavista, raggiungibile al sito http://babelfish.altavista.com/: qui incollerete l'indirizzo della pagina da tradurre nell'apposito spazio e, dopo pochi secondi, otterete una dignitosa traduzione (tollerando le imperfezioni del motore di intelligenza artificiale che, nel campo delle traduzioni, anche a pagamento, ha ancora molta strada da fare).
Non improvvisate alcunché, seguite le istruzioni alla lettera e, creata la live, digitate il seguente URL: http://www.ubcd4win.com/howto.htm, non prima di aver scaricato ed installato il software vero e proprio dalla pagina di download ==> http://www.ubcd4win.com/downloads.htm.
Salvo specifiche esigenze in ordine ai plugin - da aggiungere o ricompresi nella sterminata lista di default - se non avete particolari esigenze non toccate nulla, a meno che non sappiate dove mettere le mani:seguendo l'esauriente how to (guida) create e masterizzate la iso di UBCD4Win.
Avviate il pc, entrate nel bios premendo l'apposito tasto (di solito il tasto canc o F1 oppure F2) e posizionatevi nella lista “boot device priority”, che gestisce l'ordine di priorità delle periferiche di avvio: con le freccette posizionate al primo posto il lettore cd/dvd, salvate, uscite riavviando il sistema ed inserendo il cd di UBCD4Win.
Se richiesti, confermate l'avvio da cd e lasciate lavorare il software (occorrerà un tempo diverso a seconda della quantità di ram presente nel sistema, tenuto conto che il “mini” sistema operativo andrà caricato proprio sulla ram stessa): dopo qualche minuto, se vi interessa, rispondete si oppure no alla richiesta di avvio dei servizi di rete (che ci crediate o no potrete navigare in internet con una macchina completamente guasta!) ed attendete che si completi il loading; a questo punto cliccate due volte sull'icona di DriveImageXML presente nel desktop, poi su restore, dall'elenco dei dischi presenti scegliete l'unità e/o la partizione da ripristinare, cliccate su next, dal simbolo della cartella navigate sino ad individuare il file di immagine da ripristinare (quello che avrete avuto cura di creare prima con la procedura di backup), evidenziate il disco o la partizione da ripristinare e premete di nuovo su next; il software vi darà una prima schermata riepilogativa del “task” (compito) assegnatogli e poi, premuto nuovamente next, un bell'avvio in rosso che, avvertendovi delle conseguenze del ripristino (totale cancellazione dei dati in sovrascrittura nell'unità o partizione interessate), vi costringe a digitare, in un apposito spazio bianco l'identificativo assegnato da DriveImageXML al target, per esempio DISK0#2 (il simbolo #, poiché la tastiera caricata non è quella italiana, si digita on la combinazione shift+3). Se siete sicuri del compito assegnato scrivete la sigla del disco o della partizione da ripristinare, premete ok ed attendete una ventina di minuti circa, dipende dalle dimensioni del file immagine; sarà UBCD4WIin ad avvisarvi che il ripristino è stato portato a termine con successo. Riavviate, estraete il cd . . . et voilà il vostro pc è tornato indietro nel tempo alla data dell'ultimo backup!
Come sempre ed a maggior ragione per la delicatezza dell'argomento trattato, potrete inviare le vostre domande al seguente indirizzo: informatica@artespettacolo.it
A presto.
Massimo Crescimanni
26/03/2008